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@leviedellavoro e #leviedellavoro

È possibile raccontare il lavoro ben fatto ovunque e in qualsiasi momento?

Abbiamo aperto un canale Instagram, che si affianca a tutti gli altri canali proprio per questo motivo. Il tema è sempre quello, il lavoro ben fatto, il racconto del vostro lavoro ben fatto, di quello in cui vi imbattete per caso ogni giorno.

Se 5 anni fa, la mattina di Santo Stefano, – ho scritto di quell’incontro decine di volte – avessi avuto uno smartphone non mi sarei lasciato sfuggire la possibilità di fotografare il caffè fatto da quel barista che mi disse che il suo compito non era fare il caffè, ma svegliare la città.

Potete taggare i vostri scatti su Instagram con il tag #leviedellavoro o indirizzarceli scrivendo @leviedellavoro. Poi scrivete quello che volete, una frase, un’idea, il vostro racconto.

Il 30 aprile 2014 ci sarà “La notte del lavoro narrato” (A proposito firmate la petizione, è importante). Dove? Ovunque vogliate che ci sia. Basta organizzarsi. E durante quella notte, mentre ascolterete o racconterete le vostre storie, qualcuno con un smartphone potrà raccontare quel momento.

Mentre aspetto le vostre, la prima foto su #leviedellavoro la metto io. È un fotogramma tratto da “La tela e il ciliegio“. Quale? Correte su Instagram!

Il salotto di casa Bonadies

Che la serata sia di quelle giuste te ne accorgi da tanti particolari. Niente traffico sull’autostrada nonostante il venerdì sera, la strada proprio quella giusta imboccata al primo colpo, il posto per parcheggiare la Toyota Aygo a trenta metri da casa Bonadies, la ragazzina che sta rientrando assieme al suo papà e ti dice scala a destra secondo piano, che il padrone di casa te l’ha ripetuto già tre volte e tu tre volte te ne sei dimenticato.
Più vado avanti negli anni e più mi convinco che funziona come dice Weick, nel senso che nei nostri mai finiti tentativi di dare senso a ciò che ci accade istituiamo ambienti più o meno sensati a seconda dell’approccio e della consapevolezza con cui lo viviamo, affrontiamo, condividiamo. Sì, perché Cinzia e io stasera siamo contenti. Molto contenti. Piacevolmente eccitati da questa idea di conversare intorno al lavoro ben fatto, alla bellezza, all’ingegno e all’impegno, a Testa, mani e cuore in questo salotto culturale autodafé, sperando che Canetti perdoni l’innocente oltraggio.
Vincenzo l’avevo conosciuto in una delle mie vite precedenti, anche allora galeotti furono il lavoro, la ricerca, il futuro, e però declinati in maniere e contesti diversi. Questa è invece la prima volta a casa sua, per arrivarci sono passato per Narni, per Antonio, per una presentazione umbra del mio libro che forse si farà e forse no ma che intanto mi ha regalato una serata indimenticabile.
Perché sì, questa volta lo dico senza chiedergli il permesso, non c’entra niente che lui, Borges, sia il mio scrittore preferito, è che la vita è proprio un giardino dai sentieri che si biforcano: Antonio che mi dice che un suo amico di Portici da 7 anni ha messo su a casa sua un salotto culturale e vorrebbe presentare Testa, mani e cuore; l’amico che mi chiama e scopro che si tratta di Vincenzo; Vincenzo che mi racconta di sua figlia Ileana presidente dell’Associazione Blab; Ileana con cui entro in contatto e scopro che è socia di Caracò editore, redattrice di Quarta Parete; l’arrivo a casa Bonadies e la “scoperta” di Irene, sorella di Ileana, ingegnere dei materiali, che il giorno prima è stata premiata a Hub Spa di Giuliano per una sua idea progetto innovativa; la signora Bonadies, la padrona di casa, un lavoro da insegnante un sorriso dolce e gli occhi contenti.
E che dire degli amici che hanno partecipato alla conversazione? Vorrei davvero citarli tutti, e lo farei di certo se solo la memoria non mi avesse da troppo tempo tradito.
Facciamo così, ne cito una per tutti, Antonella, perché con lei ci siamo ritrovati anche sui social network, perché è lei che ha creato il link tra Antonio e Ileana e Vincenzo, ma soprattutto perché assieme a lei l’altra sera, a Portici, è arrivato Antonio, che ha fatto 300 chilometri per essere lì, che lui mi aveva già regalato una bellissima recensione del mio libro ma con la sua presenza mi ha fatto un regalo che se anche vivessi mille anni non me ne dimenticherò.
Sì, anche perché poi Ileana ha avuto l’idea di coinvolgere anche Antonio nella conversazione, ed è stato bellissimo, non solo per le cose che hanno detto, ma per come le amiche e gli amici presenti hanno partecipato, e hanno avuto voglia di interagire, anche dopo, mentre gustavamo le buone cose che erano state preparate per l’occasione.
Naturalmente mi guardo bene dal mettermi qui a fare l’elenco di quello che ci siamo detti, ricordo solo le tre parole che secondo me sono state il filo conduttore della serata:
la prima è lavoro, che anche quando non lo sappiamo è la colonna sonora della nostra vita, contribuisce a darci identità e senso;
la seconda è amicizia, intesa come voglia e capacità di prendersi cura degli altri, di mettersi nei panni degli altri, di guardare se stessi nella faccia dell’altro, come direbbe Lèvinas;
la terza è incontro, in pratica la voglia di condividere idee e progetti, di percorrere pezzi di strada assieme, di non perdere di vista il fatto semplice ma mai banale che, come ci ricorda Donne nella sua meravigliosa poesia, “nessun uomo è un’isola”.
Ecco, questo è tutto. Anzi no, perché ho voglia di dire ancora grazie. Di cuore. A tutte/i. E arrivederci alle prossime puntate. Perché sì, questa storia non finisce mica qui.

BLab

Francesca Camera and me

26 agosto 2012
Francesca: Ciao Vincenzo, ho guardato il video che mi hai mandato e lo trovo molto interessante, condivido sulla bacheca dei miei amici? Cari Saluti.
And me: Ciao Francesca. Se lo condividi sulla bacheca dei tuoi amici alla prima occasione ti offro caffè e sfogliatella. Cari saluti anche a te. 😀
Francesca: Ah ah ah. Lo condivido senza nulla in cambio, ma ti ringrazio per la sfogliatella. Fatto. Buona domenica!
And me: Buona domenica anche a te. Comunque la sfogliatella c’è. E anche il caffè, of course.
Francesca: Guarda, io al momento sono in Scozia per vacanza, e se tu mi parli di caffè e sfogliatella …
And me: Ma tornerai, e troverai l’uno e l’altra ad aspettarti.
Francesca: Gentilezza e gratuità, mettiamola così.
And me: Sicuramente, però ormai quello che è detto è detto. E Napoli è comunque una città da conoscere.

11 settembre 2012
Francesca: Tantissimi Auguroni.
And me: Grazie
Francesca: Una data importante ti sei scelto.

26 settembre 2012
Francesca: Gentile Vincenzo, stamattina ho letto per la prima volta il tuo blog e una frase, nella tua presentazione, mi ha colpito particolarmente: Cit.”Una vie en rose? No. E’ che il dolore è una faccenda privata. E i problemi pesano meno se ogni tanto getti lo sguardo oltre i confini della tua parte, quella ricca, del mondo”. Volevo solo ringraziarti per averla scritta. Ciao
And me: grazie Francesca. Di cuore.

5 aprile 2013
Francesca: posso prenotare il tuo libro?
And me: Certamente, nella libreria più vicino casa o sul web. Con la Feltrinelli puoi anche comprare il libro sul sito e chiedere di ritirarlo nella libreria a te più vicina. Grazie di cuore per l’interesse.
Francesca: Tutti i giorni compro un libro alla Feltrinelli della Stazione Centrale.
And me: Stazione centrale a Milano?
Francesca: Si. Appena lo becco, lo compro subito, non vedo l’ora!
And me: Credo che loro non lo abbiano, se fai un pò di casino per farlo arrivare ti sono grato comunque la via più semplice per te è passare dal sito e andarlo a ritirare alla stazione. Mi raccomando, dopo che lo hai letto scrivi qualche riga di commento, unico criterio la sincerità. Grazie ancora.
Francesca: Ma certamente che faro’ casino!!
And me: Grazie grazie grazie.
Francesca: Pensa che una volta ho stretto amicizia con una commessa parlando di un libro e le ho scritto la recensione per poterlo consigliare in libreria. Da Lunedì sono operativa!!
And me: Scelto per voi?
Francesca: Si, si.
And me: Grazie.
Francesca: E di che grazie! Buona Serata.
And me: Anche a te. E tienimi aggiornata. Anzi, se non ti dispiace ci costruisco un post su questa chiacchierata. Se non vuoi essere citata metto nomi inventati.
Francesca: La verità non mi spaventa. Fai pure!!

9 aprile 2013
Francesca: Carissimo Vincenzo.
Finalmente “possiedo” il 41,6 periodico del Testa, Mani e Cuore che mi arriverà alla Feltrinelli della Stazione Centrale fra dieci circa.
Un caro saluto.
And me: Un caro saluto te. Mi piace un sacco questa cosa del 41.6 periodico, immagino sia per l’anticipo che ti hanno fatto pagare. Grande. Adesso il post non te lo leva nessuno.
Francesca: Il caro giovane vecchio Holden diceva che “quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira”. A me ha sempre colpito molto questa storia! Ed oggi questo è possibile grazie alla condivisione. Buona serata.

Epilogo (quello di And me che quello di Francesca, se vuole, lo scrive lei nei commenti)
1. Trovo tutto questo è straordinario. Per me scrivere è bello quasi quanto leggere. E pensarmi come uno scrittore, “modestamente a parte”, come avrebbe detto mio padre, che modestia a parte non gli sembrava abbastanza, mi piace. Però è quando mi connetto con le persone, condivido con loro delle cose profonde, come sabato scorso a Sapri, ieri a Castel San Giorgio, o in questo improbabile carteggio al tempo di internet con Francesca, trovo davvero il senso della mia vita, e della fatica che faccio per tenerla dentro le “nuvole” che mi sono scelto.

2. Ci sono parole che ritornano, parole come condivisione, che Francesca ha usato al termine di questa parte della nostra conversazione e che io avevo usato per raccontare un pò delle cose che con Alessio, Luigi, Carlo, Rossella, Giorgia e tante/i altre/i stiamo facendo alla Bottega Exodus di Cassino. Se ne avete voglia l’articolo potete leggerlo qui.

3. Come mi appena scritto Francesca, sempre a proposito di condivisione, “se lo leggi tutto d’un fiato sembra un racconto” (il post, ndr).

4. Francesca and me non ci siamo mai visti, mai parlati, mai scritti se non nei giorni che vedete segnati qui, ma questo al tempo dei social network davvero non è più un problema. O invece si?

Cip e stracci di lino

No, no, questa volta la “h” non me la sono dimenticata, volevo scrivere proprio cip, non chip. Mentre scrivevo la storia di Duccio, e della sua Ape, ‘o trerrote, che avevo deciso di ambientare a Caselle in Pittari, perché volevo raccontare anche se in forma romanzata un pò delle cose che stanno avvenendo da quelle parti, mi è venuto spontaneo chiamarla in questo modo, Cip, che gli acronimi quasi sempre sono brutti anziché no, ma non in questo caso, che Cip mi fa pensare alla versione made in Italy del cinguettio, del tweet, che magari prima o dopo qualcuno lo inventa cipper  che ci permetterà di postare con 210 caratteri che tanto si sa che noi italiani siamo meno sintetici degli inglesi.
Gli stracci di lino sono invece quelli che venivano usati mille anni fa per fare la carta e che hanno dato a Luigi Nicoletti lo spunto per dare il nome alla sua bella cartolibreria a Sapri.
Perché vi racconto tutto questo? Perché sabato 6 aprile, proprio nella suddetta cartolibreria con Luigi e Giuseppe Jepis Rivello, Antonio e Rossella Torre,  Antonio Pellegrino e Margherita, Cinzia e Angelo e un bel pò di altra bella gente abbiamo presentato Testa, mani e cuore.
E’ stata una serata bella bella, ve ne potete fare un’idea guardando il video, che di certo ci sono un po’ troppo io, lo dico davvero, che Giuseppe, Antonio e Angelo hanno raccontato cose straordinarie anche se poi per amicizia si sono tagliati loro e hanno lasciato me, però non da solo, perché le cose che hanno detto Annamaria e Lorenzo a me hanno riempito il cuore di gioia, perché se uno scrive un romanzo e due persone che non ha mai visto prima ne parlano come ne hanno parlato loro quello che ha scritto il romanzo è veramente felice. Dice ma sono “solo” due. Potrei rispondere che possono diventare due milioni, dico invece che in queste faccende qua anche una sola persona vale come l’umanità intera.

La giornata di ieri l’abbiamo passata invece a Cip, con Giuseppe e Antonio e il resto della band, con le interviste agli artigiani di Cip che poi Giuseppe pubblicherà su Timu e dunque non vi anticipo niente qui, con i progetti per il futuro prossimo venturo, con il pranzo da zì Filomena e la chiacchiere di cibo e di scienza con Mario Pellegrino, il titolare che tu lo vedi e capisci che anche lui tiene la testa dove tiene le mani e le mani dove tiene il cuore.
Comunque adesso tutto tutto non ve lo posso raccontare, piuttosto guardatevi il video che a Cip ci torneremo presto. A proposito, stasera assieme ad Alessio Strazzullo, che ancora sta dispiaciuto che l’influenza lo ha tenuto lontano da Cip e da Sapri,  saremo a Castel San Giorgio, a Villa Calvanese, presenteremo il libro e soprattutto proietteremo  il film di Alessio, La tela e il ciliegio, che se non  l’avete visto ancora non ve lo perdete.