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Le tovagliette di Michele

Caro Luca, oggi il nostro amico Michele Croccia ha pubblicato una sua foto accompagnata da un breve testo, le puoi vedere in ordine:

Amici, condivido con voi questa piccola gioia. Qualcuno già le ha viste, da qualche giorno stiamo finalmente usando le nuove tovagliette personalizzate, disegnate dentro Jepis Bottega e in collaborazione con Scritte – Manufatti Narrativi, un progetto tutto cilentano. Come sempre ci piace aggiungere un po’ di magia anche qui: questa prima stampa è numerata 001 e saranno edizioni limitate e uniche. La prossima stampa sarà la 002, con altri temi e altri messaggi che gireranno attorno al mondo della Pietra Azzurra. Ci piacerebbe anche ricevere vostri pareri e suggerimenti, sia qui che di persona. Fateci sapere.
#lieviti

Michele come accade spesso ha fatto prima di me, ma la cosa naturalmente mi ha fatto piacere a prescindere, aggiungo di più, mi ha fornito il pretesto per aggiungere una piccola cosa, riguarda i quadratini che puoi vedere a destra, i QR Code, che danno la possibilità di guardare dei piccoli documentari girati da Giuseppe che hanno accompagnato il suo cammino di pizzaiolo contadino e narratore. Quello che voglio sottolineare è che sono contenuti veri, non spot pubblicitari, possono essere visti nell’attesa non solo per curiosità e per diletto ma anche per “rubarsi”, come avrebbe detto tuo nonno, un po’ del mestiere di Michele, che dice tante cose interessanti per comprendere il suo rapporto con il lievito e la pizza.

Un’ultima cosa prima di salutarti, prima della prossima uscita proporrò a Giuseppe e Michele di fare una chiamata, una call to action come dite voi, per chiedere agli amici e ai clienti de La Pietra Azzurra di proporre un video da stampare sulla tovaglietta, ad ogni nuova uscita ne selezioniamo uno e mettiamo il QR Code, ripeto, magari è una scemità, ma magari no, e in ogni caso tocca a loro decidere. Alla prossima.

Scritte e Superga

Questo storia inizia con un articolo di Pasquale Raicaldo pubblicato su Repubblica Napoli il 22 Gennaio 2021 e intitolato “Altro che social, in Cilento le storie viaggiano sulle scarpe, lo potete leggere qui e continua con un articolo redazionale pubblicato su Repubblica Napoli il 23 Aprile 2021 e intitolato “I monumenti di Napoli sulle mitiche Superga”, lo potete leggere qui.

Questa è la foto della #scarpascritta “Coraggio” editata da Scritte e realizzata dall’azienda Confort Shoes a Caselle in Pittari con il marchio Patrizio Dolci a fine Gennaio 2021.

Questa è la foto della scarpa Superga #throwback pubblicata su Repubblica Napoli nell’articolo citato.

A scanso di equivoci, vi dico subito che se adesso state pensando che tutto questo mira non dico a dimostrare ma anche solo a sostenere che Superga ha copiato Scritte siete completamente fuori strada. Non solo perché il vecchio sociologo come me in questi casi qui non può fare a meno di andere con il pensiero al grande Robert K. Merton e alla sua accezione di Scoperte Multiple Indipendenti nelle sue meravigliose riflessioni sulla Serendipity, ma anche perché pure io ho amato le Superga per lunga parte della mia vita, alla fine le ho lasciate solo per Scritte, e non mi sembra poco.

Il “perché” di questo post si può riassumere in tre punti.

Il primo racconta di soddisfazione e anche di qualche conferma, perché se la “scoperta” che hai fatto tu, tu nel senso di Scritte e in primis del suo fondatore, Giuseppe Jepis Rivello, l’ha fatta anche la “mitica” Superga, c’è sicuramente da essere contenti e soddisfatti, almeno io la penso così.

Il secondo racconta di sfida, che per fortuna non è come ai tempi di Davide e Golia, oggi le sfide si possono giocare sul terreno della qualità, della bellezza, dell’innovazione, e anche senza esagerare con storie tipo siamo tutti uguali, è fuori discussione che al tempo dei bit i Davide sono un poco meno Davide e i Golia sono un poco meno Golia.

Il terzo racconta di mercati e di possibilità, perché il progetto ideato da Jepis, è difficilmente scalabile, perché certo Superga può fare Napoli, Milano, Parigi, Londra, New York, Tokyo e compagnia bella, ma noi possiamo fare anche Pienza, Padula, Pavia, Gerace, e lo possiamo fare a partire dalla storia di chi sceglie di indossare le nostre #scarpescritte. Noi cerchiamo autori prima che clienti, sono loro che vengono da noi, non viceversa.

Per ora non ho altro da aggiungere, magari ci ritorno su nei prossimi giorni e magari no, alla fine questi piccoli pensieri sono solo dei segnaposto per successive esplorazioni, riflessioni ulteriori da fare non solo nell’ambito del team Scritte, ma anche insieme a voi, perciò se lasciate qualche riga di commento sappiate che sarò felice di leggervi e pensarci su.